Video presentazione aziendale B2B

Video per l'export: presentare l'azienda a chi non verrà mai a trovarti.

Sottotitoli o voce, una lingua o molte, cosa cambia nel racconto per un buyer straniero: come preparare un video aziendale che funziona sui mercati esteri, dalle riprese alle traduzioni.

Sacha Del Sole · regista, Toro Seduto Production
· 3 min di lettura

Illustrazione: una cassa in partenza su una nave proietta l'immagine di un laboratorio italiano

La risposta in breve

Per l'export il video deve funzionare senza bisogno di capire l'italiano: immagini che raccontano da sole, testi brevi, sottotitoli o voce in inglese e nelle lingue dei mercati principali. Conviene pensarlo dall'inizio: meno parole, più immagini, e il valore del Made in Italy mostrato con dettagli concreti, non con cliché.

Un buyer tedesco, americano o degli Emirati difficilmente verrà a visitare un'azienda in provincia prima del primo ordine. Ha decine di fornitori possibili, poco tempo e nessuna voglia di prendere un aereo per un'azienda che non conosce. Ma vorrà capire chi siete, come lavorate e se può fidarsi.

Il video è il modo più rapido per portargli l'azienda sulla scrivania. A patto che sia pensato per lui, e non tradotto all'ultimo momento.

Cosa cambia per un pubblico estero

  • Il contesto: un buyer straniero non sa dove siete e non conosce il vostro territorio. Pochi secondi per collocarvi aiutano.
  • Le aspettative: per molti mercati «italiano» evoca qualità, design, cura. Il video deve confermarlo con fatti, non con mandolini e cartoline.
  • La lingua: l'inglese è il minimo; per i mercati chiave conviene la lingua locale, almeno nei sottotitoli.
  • Le prove: certificazioni riconosciute all'estero, clienti internazionali, capacità di gestire l'export (logistica, documentazione, assistenza).
  • La distanza: il buyer si chiede cosa succede se c'è un problema e siete lontani. Mostrare assistenza e organizzazione rassicura.

Sottotitoli o voce?

SottotitoliVoce fuori campo
CostoContenuto, anche per più linguePiù alto, uno speaker per lingua
AutenticitàSi sente la voce vera del titolarePiù fluido, meno personale
Uso senza audioFunziona sempreServe comunque il sottotitolo
Ideale perInterviste, social, LinkedInPresentazioni formali, fiere, sito

Spesso la soluzione migliore è combinare: interviste sottotitolate e brevi parti di voce in lingua per tenere il filo.

Le traduzioni

Un sottotitolo tradotto male fa più danni di un sottotitolo assente: comunica approssimazione proprio a chi state cercando di convincere della vostra precisione. Le traduzioni vanno affidate a professionisti madrelingua, meglio se con conoscenza del settore. Se avete già un traduttore di fiducia o un agente nel paese, conviene coinvolgerlo nella revisione.

Attenzione anche ai termini tecnici: ogni settore ha il suo lessico, e un buyer tecnico se ne accorge subito.

Come girare pensando all'estero

  1. Immagini che parlano: il processo, le persone, la qualità si devono capire anche a volume zero.
  2. Interviste brevi: frasi chiare, facili da sottotitolare.
  3. Testi a schermo separati dal video: si cambiano per ogni lingua senza rimontare tutto.
  4. Durata contenuta: una versione completa e una breve per email e LinkedIn.
  5. Musica neutra: niente che suoni come un cliché.
  6. Attenzione ai riferimenti culturali: battute, gesti, simboli che in Italia sono innocui possono essere fraintesi altrove.

Il Made in Italy, mostrato

«Made in Italy» è un argomento forte, ma lo usano tutti. Dirlo non basta. Mostrarlo significa: il gesto dell'artigiano, l'attenzione al dettaglio, la storia della famiglia, il legame con un territorio, la cura nell'imballo. Un buyer straniero riconosce quando è vero, e quando è solo un'etichetta.

Un video per mercato?

Non sempre serve. Ma mercati diversi possono avere priorità diverse: in alcuni conta la certificazione, in altri la flessibilità, in altri ancora la storia della famiglia. Dallo stesso girato si possono montare versioni che mettono l'accento su aspetti diversi.

Dove si usa

  • fiere internazionali, in Italia e all'estero;
  • versione inglese del sito e pagine dedicate ai mercati esteri;
  • email e LinkedIn dei commerciali export;
  • incontri con distributori e agenti;
  • missioni commerciali e incontri B2B organizzati;
  • formazione dei distributori sui vostri prodotti.

Leggi anche il video del processo produttivo. Scopri le presentazioni B2B.

FAQ

Domande frequenti.

Quante lingue conviene fare?

Inglese sempre. Poi le lingue dei mercati più importanti per voi, almeno nei sottotitoli.

Chi traduce i testi?

Traduttori professionisti madrelingua, oppure il vostro traduttore di fiducia: inseriamo le traduzioni nel montaggio e le facciamo verificare prima della consegna.

Serve uno speaker madrelingua?

Per la voce fuori campo sì: un accento sbagliato toglie credibilità. Per le interviste bastano i sottotitoli.

Possiamo intervistare clienti esteri?

Sì, durante le fiere internazionali o con riprese organizzate nel loro paese.

Il titolare non parla inglese: è un problema?

No. Parla in italiano, con i sottotitoli. Spesso è più autentico e convincente di un inglese stentato.

Possiamo aggiungere lingue in seguito?

Sì, se i testi sono separati dal video: si aggiunge una lingua senza rimontare tutto.

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