Video su LinkedIn per aziende B2B: cosa pubblicare, e come.
Formati, durate, idee e frequenza: come un'azienda B2B può usare il video su LinkedIn per farsi conoscere da buyer, partner e candidati senza sembrare uno spot.

La risposta in breve
Su LinkedIn funzionano video brevi, sottotitolati, in formato quadrato o verticale, che mostrano persone, competenze e lavori veri. Meglio pubblicare con costanza che un solo video perfetto all'anno. E conviene coinvolgere le persone dell'azienda: un video condiviso dal titolare o da un tecnico con un commento personale arriva in modo diverso rispetto a un post istituzionale.
LinkedIn è il posto dove molti clienti B2B passano qualche minuto ogni giorno, in modalità «lavoro». È anche il posto dove molte aziende pubblicano solo annunci, auguri per le festività e comunicati. In mezzo a tutto questo, un video che mostra il lavoro vero si nota.
Non serve diventare creatori di contenuti. Serve un metodo semplice: sapere cosa raccontare, girarlo bene una volta e distribuirlo nel tempo.
Cosa pubblicare
- Il lavoro: un pezzo in lavorazione, un cantiere che avanza, un impianto che parte. Concreto, senza fronzoli.
- Le persone: brevi ritratti di tecnici, progettisti, responsabili. Mostrano competenza e aiutano anche nella ricerca di personale. Video di employer branding.
- I clienti: casi studio brevi, testimonianze. Il video case study.
- Le novità: nuovi macchinari, certificazioni, sedi, presentati con immagini e non con un comunicato.
- Le fiere: invito prima, recap dopo. Il recap della fiera.
- Il punto di vista: il titolare o un tecnico che spiega un tema del settore in poco tempo.
- Il dietro le quinte: come si prepara una spedizione importante, un collaudo, un progetto speciale.
Il tono giusto per LinkedIn
LinkedIn non è Instagram e non è una fiera. Il pubblico è professionale, ma resta fatto di persone. Funziona un tono competente e umano: niente slogan, niente autocelebrazione, molti fatti. Un tecnico che spiega con semplicità un problema risolto vale più di un video con musica epica e frasi su «eccellenza» e «innovazione».
Formati e regole tecniche
- Quadrato o verticale: occupano più spazio nel feed da telefono.
- Sottotitoli sempre: molti guardano in ufficio, senza audio.
- Primi secondi forti: anche su LinkedIn si scorre.
- Durata breve per i post, qualcosa in più per contenuti di approfondimento.
- Testo del post: poche righe che danno contesto, non un riassunto del video.
Pagina aziendale o profili personali?
Entrambi. La pagina aziendale dà ordine e credibilità, e raccoglie tutto in un posto. I profili del titolare, dei commerciali e dei tecnici portano il contenuto nelle loro reti, fatte di clienti, fornitori e colleghi. Lo stesso video può essere pubblicato dalla pagina e condiviso dalle persone del team con un commento personale.
Conviene non obbligare nessuno: chi condivide volentieri lo fa meglio.
La costanza batte la perfezione
Un video all'anno non costruisce una presenza. Il modo più efficiente è un set, molti contenuti: in una o due giornate di riprese ben pianificate si raccoglie materiale per molti video brevi, da pubblicare nei mesi successivi secondo un piano editoriale semplice.
Un piano editoriale minimo
- un tema per mese: le persone, il processo, i clienti, le novità;
- un video ogni tanto, alternato ad altri contenuti;
- chi pubblica, chi condivide, chi risponde ai commenti.
Pubblicità su LinkedIn
LinkedIn permette di sponsorizzare i video scegliendo il pubblico per ruolo, settore, dimensione aziendale. I costi tendono a essere più alti rispetto ad altre piattaforme, ma il pubblico è molto preciso: ha senso quando un singolo cliente vale molto. Per altri canali leggi dove investire il budget.
Come capire se funziona
Oltre alle visualizzazioni, guarda chi interagisce: sono le persone giuste? Clienti, potenziali clienti, candidati? E chiedi ai commerciali se qualcuno cita i video negli incontri. Spesso è il segnale più chiaro.



