Spot pubblicitari per PMI

Video per Meta Ads: i primi 3 secondi valgono più del resto.

Come costruire video pubblicitari per Facebook e Instagram che fermano lo scorrimento: aperture, formati, sottotitoli, test delle versioni e gli errori che fanno sprecare budget.

Sacha Del Sole · regista, Toro Seduto Production
· 3 min di lettura

Illustrazione: un flusso di schermi di telefono e un dito che si ferma su uno solo

La risposta in breve

Su Facebook e Instagram le persone scorrono in fretta: se i primi secondi non danno un motivo per fermarsi, il resto del video non esiste. Un buon video per Meta Ads apre con movimento, un volto o una domanda, funziona senza audio grazie ai sottotitoli, è verticale e ha più aperture da testare.

Puoi avere il miglior prodotto e il pubblico giusto, ma se il video non ferma chi scorre paghi visualizzazioni che nessuno guarda davvero. Nel feed non c'è un pubblico seduto ad aspettarti: ci sono persone distratte, che hanno aperto l'app per vedere altro.

Ecco come si costruisce un video pensato per la pubblicità su Meta, e perché è diverso da un video per il sito.

Perché i primi secondi sono tutto

Nel feed il tuo video compete con amici, notizie, intrattenimento. La decisione «guardo o scorro» avviene quasi istantaneamente. Per questo un video pubblicitario non si monta come un video per il sito: si monta al contrario, partendo dal momento più forte invece di arrivarci.

In un video per il sito puoi permetterti un'introduzione: chi lo apre ha già scelto di guardarlo. Nel feed nessuno ha scelto niente. Devi guadagnarti ogni secondo.

Sette modi per aprire

  1. Il risultato prima del processo: il piatto finito, il cantiere completato, la stanza ristrutturata. Poi, se chi guarda resta, come ci si arriva.
  2. Un volto che parla in camera, con una frase che crea curiosità o tocca un problema reale.
  3. Una domanda scritta grande sullo schermo: «Sai cosa succede in un'officina all'alba?»
  4. Un movimento inaspettato: un'inquadratura che parte da un dettaglio e si allarga, o un movimento di camera deciso.
  5. Un suono forte, per chi ha l'audio attivo: un colpo, una fiammata, un ciak.
  6. Un contrasto: prima e dopo, vecchio e nuovo, piccolo e grande.
  7. Un'affermazione sorprendente, purché vera e verificabile.

Dopo l'apertura: tenere e chiudere

Fermare qualcuno è solo il primo passo. Dopo l'apertura il video deve:

  • mantenere la promessa: se l'apertura incuriosisce con una domanda, la risposta deve arrivare;
  • mostrare un motivo concreto per sceglierti, non un elenco;
  • chiudere con un'azione chiara: prenota, chiama, scopri, richiedi un preventivo.

Un'apertura che inganna (prometti una cosa e ne mostri un'altra) può far fermare le persone, ma le fa anche arrabbiare. E le piattaforme tendono a penalizzare gli annunci che le persone nascondono o segnalano.

Le regole tecniche che contano

  • Formato verticale per storie e Reels, verticale o quadrato per il feed. Un video orizzontale nel feed occupa una piccola parte dello schermo.
  • Sottotitoli sempre: molti guardano senza audio. Grandi, leggibili, lontani dalle parti dello schermo coperte dall'interfaccia dell'app.
  • Logo discreto: piccolo in un angolo, o alla fine. Un logo grande all'inizio fa scorrere.
  • Durata breve per la maggior parte delle campagne; qualcosa in più per chi conosce già il marchio.
  • Una sola azione finale, coerente con la pagina in cui arriva chi clicca.
  • Immagini leggibili su uno schermo piccolo: inquadrature strette, soggetti chiari, poco testo.

Test: la vera arma delle PMI

Non serve indovinare quale video funziona: si testa. Dallo stesso girato si montano alcune aperture diverse con lo stesso finale. Dopo qualche giorno, i dati della piattaforma mostrano quale porta risultati a un costo più basso. Si spengono le altre, si spinge la migliore, e dopo un po' si preparano nuove aperture.

Per questo conviene girare più materiale del necessario: più aperture, più dettagli, più frasi. Un set ben pianificato dà materiale per molte versioni.

Cosa testare

  • l'apertura: volto, prodotto, domanda;
  • il testo sopra il video e quello dell'annuncio;
  • la durata: versione breve contro versione lunga;
  • l'azione finale: chiamare o compilare un modulo.

Una cosa alla volta: se cambi tutto insieme, non sai cosa ha fatto la differenza.

Gli errori che bruciano budget

  • usare il video aziendale lungo così com'è;
  • aprire con il logo o con un cartello di testo statico;
  • niente sottotitoli;
  • mandare le persone alla home page invece che a una pagina dedicata con un modulo;
  • cambiare tutto dopo due giorni, prima che la campagna abbia raccolto dati;
  • usare sempre la stessa creatività per mesi, finché le persone non la vedono più.

Quando rinnovare le creatività

Il segnale arriva dai dati: quando il costo per risultato inizia a salire e la stessa persona vede l'annuncio molte volte, il pubblico si è stancato. È il momento di nuove aperture, che si possono montare dallo stesso girato.

Per capire cosa misurare leggi come capire se uno spot ha funzionato. Per le idee, 12 idee per spot originali. Oppure scopri il servizio spot per PMI.

FAQ

Domande frequenti.

Posso usare lo stesso video su Facebook e Instagram?

Sì, Meta gestisce entrambe le piattaforme dalla stessa campagna. Conviene però fornire più formati, così ogni posizionamento ha quello giusto.

Ogni quanto vanno cambiate le creatività?

Quando il costo per risultato inizia a salire e la stessa persona vede l'annuncio troppe volte. Non c'è una scadenza fissa: lo dicono i dati della campagna.

Servono video diversi per pubblici diversi?

Spesso basta cambiare l'apertura e il testo. Per pubblici molto diversi conviene un montaggio dedicato.

Quante versioni conviene preparare?

Abbastanza da poter testare almeno due o tre aperture diverse. Più materiale si gira, più si può rinnovare nel tempo.

Il video deve avere la musica?

Può aiutare, ma deve funzionare anche senza audio. Musica e suoni sono un rinforzo, non il messaggio.

Posso girare io con il telefono?

Per alcuni contenuti sì. Per gli annunci su cui investi budget, una produzione curata di solito ti fa spendere meglio ogni euro.

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